Lectio divina IV domenica tempo di Quaresima

IV Domenica Tempo di Quaresima – Anno A – Unità pastorale “Emmaus”, 22 marzo 2020

La Parola di Dio edifica la comunità

« Io sono la luce del mondo »

  1. Fermarsi alla presenza di Dio (Statio)

Antifona iniziale (intro): Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione. ( Is 66,10-11)

Preghiera quotidiana per la Quaresima

Protesi alla gioia pasquale,
sulle orme di Cristo Signore,
seguiamo l’austero cammino
della santa Quaresima.
La legge e i profeti annunziarono
dei quaranta giorni il mistero;
Gesù consacrò nel deserto
questo tempo di grazia.
Sia parca e frugale la mensa,
sia sobria la lingua ed il cuore;
fratelli, è tempo di ascoltare
la voce dello Spirito.
Forti nella fede vigiliamo
contro le insidie del nemico:
ai servi fedeli è promessa
la corona di gloria.
Sia lode al Padre onnipotente,
al Figlio Gesù redentore,
allo Spirito Santo Amore,
nei secoli dei secoli. Amen.

Orazione iniziale: O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione,
concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per Cristo nostro Signore. Amen

1. Lettura del Vangelo (lectio)


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Gv 8,12). Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 9, 1-9.13-17.34-38)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».

Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Parola del Signore

2. Meditazione sul brano (meditatio)


In quel tempo: La storia di Cristo è l’unica storia che ha vinto l’usura del tempo. Cristo è risorto e questo non vuole dire che se ne è andato in qualche luogo bello, ma che la sua vita è reale, che continua ad essere presente, che tutto ciò che lui ha compiuto in vita continua a compiersi ogni giorno: niente ha potuto spezzare il suo legame divinoumano con chi amava.

Gesù passando … : una allegra canzone per bambini dice “Gesù che sta passando proprio qui.. Gesù che sta passando proprio qui.. e quando passa tutto trasforma, via la tristezza, viene l’allegria”. Eccolo Gesù che passa: ora mentre lo ascoltiamo passa nei nostri pensieri e nel nostro cuore, poi attraverso il suo corpo che è la Chiesa passa nella vita delle persone attraverso noi, poi passa anche in chi non lo conosce, ma che nei suoi giorni ha sentito nel vento una novità di vita che aveva il sapore dell’amore ed ha creduto a questo amore fatto carne anche senza sapere che il suo nome è: Gesù Cristo, figlio dell’uomo, figlio di Dio.

vide un uomo cieco dalla nascita: noi spesso abbiamo occhi e attenzioni per chi sta bene, facilmente non ci accorgiamo di chi è in difficoltà, a meno che non sia della nostra cerchia familiare o amicale. Gesù invece vede chi intorno a lui aspetta un aiuto, aspetta lui. È cieco dalla nascita, è il simbolo dunque di un’umanità che non vede, che non conosce il senso delle cose, che si perde e si impaurisce nel buio degli eventi.

e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»: l’uomo cerca il colpevole per scaricarsi la responsabilità. Anche noi rischiamo questo atteggiamento.. anche in questi giorni: di chi è colpa? Contro chi scagliarci?

Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio: Gesù guarda avanti: Qualcosa non va? Bene, guarda cosa puoi fare tu e come puoi trasformare questa situazione in un’occasione di bene. Quante persone in questi giorni ci stanno dimostrando questo..

Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire: a Dio piace il nostro agire ma sa che c’è poi un tempo in cui non lo si potrà fare. Non sprecare il tempo, non lasciare questa situazione rimanga sterile; Dio fa fiorire anche il deserto, dice la Scrittura

Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo»: Cristo è luce, anzitutto perché ci ricorda che il povero, l’ammalato, l’orfano, la vedova.. sono nostri fratelli e sorelle; Cristo è luce perché ci mostra come trasformare il male in bene; Cristo è luce perché ci dona il senso del vivere, come pellegrinaggio verso il Padre nella costruzione del Regno dei Cielo; Cristo è luce perché il suo Vangelo ci da la chiave di interpretazione dei nostri giorni e della storia; Cristo è luce perché scaccia il buio della paura; Cristo è luce perché illumina le zone d’ombra del nostro male e ci permette di estirparle dal cuore; Cristo è luce perché schiarisce le nostre intelligenze e ci mette all’opera in modo creativo fin da ora; Cristo è luce perché ogni cosa diventa luminosa guardata con i suoi occhi.

Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”: Gesù non ha bloccato la storia degli uomini in un’attesa passiva della fine. San Paolo dirà con sferzante ironia: “Chi non vuol lavorare – perché pensa serva solo pregare – allora neppure mangi!” . Capiamo la forza di questo gesto, prendere del fango (che la materia biblica con cui era stato plasmato simbolicamente l’uomo) e spalmarlo su un cieco dalla nascita, uno che non si è ammalato, ma che è nato con in problema congenito, diremmo oggi, forse genetico. Ebbene Gesù mostra – in modo simbolico, prendendo un materiale neutro – che noi possiamo mettere a posto l’uomo con la nostra arte medica! Questi erano infatti gesti tipici del tempo di usare la saliva e le cose della terra come medicamenti.. Gesù figlio dell’uomo! Non c’è alcuna opposizione tra la fede e la scienza, tra la preghiera e l’azione. Ad ognun il suo compito.

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva: questo uomo sa obbedire. Non è una cosa da poco, una virtù forse dimenticata perché scambiata per passività perché screditata da alcune obbedienze cieche una volta di moda in ambiente come quello militare ma anche religioso purtroppo! L’obbedienza vera è ascolto, è relativizzazione del proprio punto di vista, è umiltà, è fiducia, è capacità di appartenere ad un corpo organico che si muove in modo concorde. Altra virtù questi giorni utile..

Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia»: prima di Cristo l’uomo era un mendicante cieco, ora è un protagonista del bene e della salvezza.

Ed egli diceva: «Sono io!»: ma senza orgoglio, senza dimenticare chi eravamo prima di essere salvati.

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo»: i fatti alla fine riscattano la verità oltre le chiacchiere. I fatti dicono se la nostra preghiera è sincera, se la nostra fede porta frutto, se il nostro essere Chiesa illumina la vita degli uomini.

Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?»: qui il criterio è la legge, l’abitudine, gli schemi, il si è sempre fatto così, i pregiudizi, l’inattività.. non riescono a vedere e gioire del bene. Sono tristi perché non ha osservato la pratica religiosa, non contenti perché è guarito.

E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori: loro sono giusti, lui è peccatore, dunque taccia. Ecco il dramma dell’umo, sentirsi a posto con la coscienza, dimenticarsi del bisogno di salvezza, giudicare gli alti, rompere la fraternità e ritrovarsi senza un Padre del cielo, ma un freddo giudice, un universo come un meccanismo che schiaccia l’uomo ad ogni errore.. Che bello questi giorno ritrovarsi bisognosi gli uni degli altri.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?»: e così il cieco è cacciato fuori. Gesù lo cerca e lo trova. Ora che ha rotto i vecchi legami di “bisogni e paure” potrò in Cristo instaurare una nuova fraternità nella luce.

Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui: ecco il desiderio di inginocchiarsi, di ricominciare da terra, di riconoscere la nostra origine e la nostra fragilità per essere edificati di nuovo nella grazia. La Quaresima, un itinerario dalla testa – che riconosce l’umiltà – ai piedi, per servire i fratelli nell’amore, come all’ultima Cena farà Gesù.

3. Oratio (colloquio personale con Dio, in cui chiedo, ringrazio ecc.)

Rit. : Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

Preghiamo anche per la difficoltà del tempo presente:

Signore Gesù Cristo, medico della nostra vita,
tu hai incontrato nel corso della tua esistenza donne e uomini ammalati nel corpo e nello spirito. Li hai curati, li hai consolati, e li hai anche guariti,
e sempre li hai liberati dalla paura, dall’angoscia
e dalla mancanza di speranza.
Ai tuoi discepoli hai chiesto di curare i malati,
di consolare quelli che soffrono,
di portare speranza
dove c’è sconforto.
Ti preghiamo, Signore:
benedici, aiuta e ispira
tutti noi e quanti sono accanto a chi è malato. Donaci la forza, rinsalda la fede,
ravviva la speranza, e accresci la carità.
E così saremo in comunione profonda con chi soffre e in comunione d’amore con te, Signore,
medico della nostra vita.

4. Contemplatio (nel silenzio adoro, e sto cuore a cuore con lui che mi ama e mi guarda):

PREFAZIO della preghiera eucaristica di consacrazione

È veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Nel mistero della sua incarnazione
egli si è fatto guida dell’uomo
che camminava nelle tenebre,
per condurlo alla grande luce della fede.
Con il sacramento della rinascita
ha liberato gli schiavi dell’antico peccato
per elevarli alla dignità di figli.
Per questo mistero
il cielo e la terra intonano un canto nuovo,
e noi, uniti agli angeli,
proclamiamo con voce incessante la tua lode: Santo…

O Spirito Santo,
vieni nel mio cuore:
per la tua potenzaattiralo a te, o Dio,e concedimi la caritàcon il tuo timore.

Liberami, o Cristo,
da ogni mal pensiero:
riscaldami e infiammami
del tuo dolcissimo amore,
così ogni pena
mi sembrerà leggera.
Santo mio Padre,
e dolce mio Signore,
ora aiutami
in ogni mia azione.
Cristo amore,
Cristo amore. Amen.

s. Caterina da Siena

5. Actio (prendo delle scelte per fare memoria di questa parola di salvezza nella mia vita):

  • Come non sprecare questi giorni (come ci dice il Papa) e far sì che cresca la mia umanità imbevuta di Spirito Santo, cioè la mia vita spirituale
  • La Quaresima è tempo di una gioia discreta, silenziosa, che scaturisce piano piano dal silenzio. Il digiuno dal male e dal superfluo, la carità e l’attenzione verso i fratelli, la preghiera più intensa e fedele ci possono trasformare e rendere luminosi. Pensa ora, desidera e scegli come poter vivere questo tempo.
  • La preghiera in famiglia è preziosissima, questo il tempo buono per imparare. In particolare il 19 marzo alle 21 saremo uniti con tutta la chiesa italiana, ma anche, perché no, leggere il Vangelo del giorno prima del pasto, alle ore 12 pregare l’’Angelus al suono delle campane, scaricare la App con la Liturgia delle ore (lodi, vespri.. della CEI), fare una decina del Rosario insieme dopo cena ecc.

Padre nostro …

Orazione conclusiva: O Dio, che illumini ogni uomo che viene in questo mondo,
fa’ risplendere su di noi la luce del tuo volto,
perché i nostri pensieri siano sempre conformi alla tua sapienza
e possiamo amarti con cuore sincero. Per Cristo nostro Signore. g

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