Lectio Divina sul Vangelo di Domenica 6 Dicembre 2020

Il testo della riflessione Comunitaria di mercoledì 2 Dicembre

La Parola di Dio edifica la comunità

« Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri »

0. Fermarsi alla presenza di Dio

Antifona: Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare le genti, e farà udire la sua voce maestosa nella letizia del vostro cuore. (Is 30,19-30)

Preghiera iniziale (Colletta)

Dio grande e misericordioso, fa’ che il nostro impegno nel mondo
non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio,
ma la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con il Cristo, nostro Salvatore.

Egli è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Canto al Vangelo:

Alleluia, alleluia. Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio (Lc 3,4.6) Alleluia.

1. Lettura del Vangelo

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,1-8)

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

2. Meditazione

Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via: La prima buona notizia è che Gesù è vivo: è il figlio di Dio, uno che è passato dagli inferi e li ha sconfitti, uno che è stato generato da Dio. E che questo è solo l’inizio di una storia incedibile, dove la mia, la nostra, vita si intreccia alla sua. L’inizio: perché “L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante”. La seconda notizia è che da sempre l’umanità attendeva lui, tutta l’umanità, tutta la storia: i profeti sono l’incarnazione di questa attesa universale. Quanti messaggeri nel tempo sono arrivati a preparare la strada. Quante volte anche noi abbiamo avuto messaggeri che hanno preparato la sua venuta nelle pieghe dei nostri giorni. Riposiamoci stasera in questa Parola che da certezza alle nostre attese e le purifica da tutto ciò che è solo carnale. Ci sono promesse che deludono e promesse che non deludono, firmate col sangue del figlio di Dio.

Is 40,9: Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Voce di uno che grida nel deserto: Questo messaggero è “nel deserto”, cioè uno che parla di qualcosa di cui nessuno parla. Avete visto come ci deride il mondo? Trenta persone erano permesse in Francia in chiesa in questi giorni; Gesù che “può nascere due ore prima quest’anno”; Ebbene: “Se ne ride chi abita i cieli” (Sl 2). Perché la terra sta partorendo fecondata dal cielo e niente può fermare la spinta di parto quando è il suo tempo. Ecco le sue antiche e sempre presenti parole.

Dal libro del profeta Isaìa (40,1-5.9-11)
«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri»: non possiamo forzare la sua venuta, ma rendere più facile l’accesso alla sua presenza. Come si spianavano i sentieri dei templi antichi, mentre non era spianata via della Conciliazione… Diciamo che ci vuole una strada e insieme una mistagogia! Cosa spiana la via all’accesso di Cristo? Creare appuntamenti, creare luoghi di incontro del cuore. La nostra umanità che si fa ponte.

Gdc 5,6: Ai giorni di Samgar, figlio di Anat, ai giorni di Giaele,
erano deserte le strade e i viandanti deviavano su sentieri tortuosi.

Tb 4,19: In ogni circostanza benedici il Signore Dio e domanda che ti sia guida nelle tue vie e che i tuoi sentieri e i tuoi desideri giungano a buon fine, poiché nessun popolo possiede la saggezza, ma è il Signore che elargisce ogni bene e abbassa chi vuole fino al profondo degli inferi

Gb 24,13: Vi sono di quelli che avversano la luce, non conoscono le sue vie né dimorano nei suoi sentieri.

Sal 17,4: secondo l’agire degli uomini; seguendo la parola delle tue labbra, ho evitato i sentieri del violento.

Sal 25,4: Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.

Sal 25,10: Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.

Sal 77,20: Sul mare la tua via, i tuoi sentieri sulle grandi acque, ma le tue orme non furono riconosciute.

Sal 125,5: Ma quelli che deviano per sentieri tortuosi il Signore li associ ai malfattori. Pace su Israele!


Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati:
il primo battesimo è la convinzione che tutti possiamo fare un passo decisivo. Cosa dobbiamo fare? Cambiare radicalmente? In alcuni punti può darsi. Una memoria di quello che ci preme dentro, il bisogno di giustizia. Confessare i peccati altrui o i propri? “Siamo io e te che dobbiamo cambiare”.

Dt 8,11-17: Guàrdati bene dal dimenticare il Signore, tuo Dio, così da non osservare i suoi comandi, le sue norme e le sue leggi che oggi io ti prescrivo. 12Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, 13quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, 14il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; 15che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; 16che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire. 17Guàrdati dunque dal dire nel tuo cuore: «La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze».

Dt 9,7: Ricòrdati, non dimenticare, come hai provocato all’ira il Signore, tuo Dio, nel deserto. Da quando usciste dalla terra d’Egitto fino al vostro arrivo in questo luogo, siete stati ribelli al Signore

Os 2,16: Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.

Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati: c’è una risposta corale quando un uomo si fa luogo della presenza del Signore. Un santo è un appuntamento che ha funzionato, è una disponibilità sorridente ha qualcosa più di noi. Riconoscere il peccato, che grazia! Ecco il vero santo che entra nella terra promessa, non perché perfetto, ma perché perdonato e “perdonante”. Il peccato di non riconoscere il peccato, di non riconoscere la mondanità del nostro pensiero che deve costantemente purificarsi e convertirsi.

Dt 3,27: Sali sulla cima del Pisga, volgi lo sguardo a occidente, a settentrione, a mezzogiorno e a oriente, e contempla con gli occhi; perché tu non attraverserai questo Giordano.

Dt 4,26: io chiamo oggi a testimone contro di voi il cielo e la terra: voi certo scomparirete presto dalla terra in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Voi non vi rimarrete lunghi giorni, ma sarete tutti sterminati.

1 Gv 1,7-10: Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
8Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico: La dignità del vestito che è senza più maschere, la sensualità dei fianchi messa in cammino, per il pellegrino non c’è tempo per Masterchef ma si ciba di ciò che sostanzioso e dolce dona il Creato. È tempo per un’altra attenzione, c’è un bisogno più forte ora che preme dentro.

Nm 16,14 Non ci hai affatto condotto in una terra dove scorrono latte e miele, né ci hai dato in eredità campi e vigne! Credi tu di poter privare degli occhi questa gente? Noi non verremo».

Dt 6,3 Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.

Es 16,31 La casa d’Israele lo chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianco; aveva il sapore di una focaccia con miele.

Es 12,11: Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!

Gen 35,11 Dio gli disse: «Io sono Dio l’Onnipotente. Sii fecondo e diventa numeroso; deriveranno da te una nazione
e un insieme di nazioni, e re usciranno dai tuoi fianchi.

Pro 31,3 Non concedere alle donne il tuo vigore, né i tuoi fianchi a quelle che corrompono i re.

2Re 1,8 Risposero: «Era un uomo coperto di peli; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi». Egli disse: «Quello è Elia, il Tisbita!».

2Re 4,29 Eliseo disse a Giezi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo».

E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali: arriva uno sposo vincente, arriva un re grande ed insieme così discreto. Il tempo del credente è sempre tempo di atteso. Gusto l’oggi ma so che solo nel suo racconto eterno – assunto in Cristo  – esso giungerà a pienezza.

Is 5,27 : Nessuno fra loro è stanco o inciampa, nessuno sonnecchia o dorme,
non si scioglie la cintura dei suoi fianchi e non si slaccia il legaccio dei suoi sandali.

Dt 25,9: allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e proclamerà: «Così si fa all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello»

Ma se quell’uomo non ha piacere di prendere la cognata, ella salirà alla porta degli anziani e dirà: «Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere di cognato». 8Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno. Se egli persiste e dice: «Non ho piacere di prenderla», 9allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e proclamerà: «Così si fa all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello».

«Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo»: ecco una memoria dell’amore, una memoria attualizzante dell’evento decisivo che ci è accaduto nella Chiesa. Essere immersi nella vita di Dio, nell’abbraccio del Padre e del figlio. Far sì che i nostri abbracci contengano sempre la purezza e l’apertura dello Spirito, la sua dolcezza e la sua libertà, il suo profumo e la sua gratuità.

Atti degli Apostoli 1,3-8: Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: 5Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».

6Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». 7Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, 8ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».

Un’unzione del cuore per permettervi di gustare tutte le vite e tutte le storia. Dalla purificazione che fa spazio nel cuore, al vino nuovo della grazia che inebria come a Cana.

2b. “Scrutatio” con altri passi della Bibbia

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo ( 3,8-14)
Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.
Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.

Promessa, attesa, venuta del Signore, preghiera, cieli nuovi e terra nuova..

3. Preghiera

Rit.: Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

4. Silenzio contemplativo

PREFAZIO DELL’AVVENTO I

La duplice venuta del Cristo
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
Al suo primo avvento
nell’umiltà della condizione umana
egli portò a compimento la promessa antica,
e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
Quando verrà di nuovo nello splendore della gloria,
ci chiamerà a possedere il regno promesso
che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua lode: Santo…

5. Fare memoria nell’azione

Orazione conclusiva

Guarda con benevolenza, o Signore, alle preghiere e al sacrificio che umilmente ti presentiamo:
all’estrema povertà dei nostri meriti supplisca l’aiuto della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore

Appendice

Scrutatio: Una volta aver messo a fuoco ciò che vuole dire il testo, occorre approfondirlo tramite un metodo che chiamiamo “Scrutatio”, cioè l’interpretazione della Scrittura tramite altri passi della Scrittura. In concreto:

  1. focalizzare il versetto del brano che ci interessa, che ha attirato la nostra curiosità o ha toccato il nostro cuore;
  2. leggere tutti e poi scegliere uno dei relativi riferimenti che esso ha al margine o talora in nota. È utile, a questo proposito, seguire sempre la parola-chiave iniziale scelta o un suo sinonimo. Non saltare di palo in frasca; le citazioni che ci portano fuori strada vanno tralasciate. Tuttavia, non va esclusa la possibilità di poter trovare un altro filone di ragionamento così da abbandonare il precedente e seguire quest’ultimo;
  3. annotare i vari versetti ed eventualmente rappresentarli come una specie di collana, o di albero, o con uno schema al computer; ognuno può trovare un proprio modo di farlo. Alla fine deve risultare un complesso di versetti coerenti tra loro attorno ad una determinata tematica;
  4. trascorso il tempo necessario, senza esagerazioni in nessun senso, fermarsi e calare il risultato di tutta la Scrutatio nella propria vita, riflettendo su ciò che il Signore ci ha suggerito (una decisione da prendere, un atteggiamento da cambiare, una speranza da nutrire, un fatto da accettare, un criterio di vita da adottare, ecc.);
  5. terminare con una preghiera, un ringraziamento o un salmo.

Dalla Verbum domini di Papa Benedetto XVI

Origene, uno dei maestri in questa lettura della Bibbia, sostiene che l’intelligenza delle Scritture richieda, più ancora che lo studio, l’intimità con Cristo e la preghiera. Egli è convinto, infatti, che la via privilegiata per conoscere Dio sia l’amore, e che non si dia un’autentica scientia Christi senza innamorarsi di Lui. Nella Lettera a Gregorio il grande teologo alessandrino raccomanda: «Dedicati alla lectio delle divine Scritture; applicati a questo con perseveranza. Impegnati nella lectio con l’intenzione di credere e di piacere a Dio.. Non ti devi però accontentare di bussare e di cercare: Proprio per esortarci ad essa il Salvatore ci ha detto non soltanto: “Cercate e troverete”, e “Bussate e vi sarà aperto”, ma ha aggiunto: “Chiedete e riceverete”».

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